Egli denunciava di essere stato definito senza ragione – nel sito “finews.ch” – “traditore” e “ladro di dati”. Le due definizioni violano a suo parere le disposizioni della Cifra 1 (Rispetto della verità) della «Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista».

Esse ricoprono gravi accuse che a parere del reclamante esigono una presa di posizione da parte sua. L’articolo non è firmato e anche questo confligge, secondo il reclamante, con le disposizioni della Cifra 7 della «Dichiarazione», dove si prescrive che il giornalista tralascia accuse anonime e concretamente ingiustificate. Il Consiglio della stampa aveva tuttavia già nella Presa di posizione 45/2008 affermato che il termine «Datenklau» non poteva essere criticato non essendo compito del Consiglio valutare giuridicamente la consistenza delle accuse sollevate in sede penale nel caso dei dati «rubati» presso la succursale delle Isole Cayman della Banca Bär e da Elmer trasmessi a Wikileaks. Anche nella Presa di posizione 29/2012  il Consiglio della stampa non aveva ritenuto di censurare i termini «ladro» e «ricattatore»; allo stesso modo, oggi, ritiene «ladro di dati» un termine di uso corrente. Lo stesso sito «finews.ch» fa notare che Elmer si definisce un «whistleblower» Allo stesso modo era stato giudicato il termine «traditore»: non si tratta dunque di un’accusa nuova. Infine, i termini potevano essere usati senza l’obbligo di preventiva consultazione della parte criticata. In definitiva, il reclamo è stato respinto su tutta la linea.