Basta a un giornale assicurarsi che la direttrice di un laboratorio protetto per handicappati sia d’accordo con la pubblicazione della foto di persone al lavoro senza chiedere il permesso degli interessati? Ai media si raccomanda di chiedere un’autorizzazione scritta oppure di contattare direttamente le persone fotografate.

Il «Wochenblatt für das Birseck und Dorneck» aveva pubblicato, nel marzo 2013, un servizio su un laboratorio protetto illustrandolo con la foto di un uomo attivo alla lavorazione del legno. Nella dicitura della foto tuttavia – e anche nell‘articolo lo si poteva dedurre solo difficilmente – non veniva precisato che in quel laboratorio erano attivi anche dei disoccupati, e non solo degli invalidi. Una delle persone ritratte ha presentato un reclamo al Consiglio della stampa sostenendo che la pubblicazione della foto non era stata concordata con lui.

La pubblicazione era tale a suo avviso da ostacolare la sua ricerca di un posto di lavoro in quanto disoccupato, e in tal modo costituiva una violazione della sua personalità e offendeva la sua dignità. Il direttore del settimanale risponde che la ripresa fotografica era stata concordata prima della pubblicazione con la direttrice della struttura e che tutti i presenti erano d’accordo di apparire in immagine.

Il reclamo è stato parzialmente accolto. In quanto la persona poteva essere scambiata, almeno da una parte dei lettori, per un handicappato, si può dire che vi sia stata violazione della personalità: non tuttavia grave al punto da configurare un’offesa alla sua dignità.

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