Diritto dei media

Sotto il titolo «Geri Müller: selfies di nudo da palazzo civico» («Nackt-Selfies aus dem Stadthaus») il 17 agosto 2014 la Schweiz am Sonntag pubblicava un’immagine che il sindaco di Baden si era fatto («selfie») senza vestiti e aveva inviato a una giovane donna. Secondo il giornale, l’uomo politico avrebbe l’abitudine di scambiare «selfie» dalla sede del Municipio, addirittura durante le ore di ufficio. La polizia cittadina di Baden sarebbe intervenuta – così il giornale, secondo una fonte definita credibile – fermando la donna, su denuncia dello stesso Müller.

Tutti ricordano l’incidente dello scorso marzo nelle Alpi francesi, nel quale persero la vita gli occupanti del volo Germanwings, come pure che l’attenzione si concentrò subito sul ruolo del co-pilota dell’areo, il cui comportamento risultò finalmente all’origine della tragedia.

Egli denunciava di essere stato definito senza ragione – nel sito “finews.ch” – “traditore” e “ladro di dati”. Le due definizioni violano a suo parere le disposizioni della Cifra 1 (Rispetto della verità) della «Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista».

È accaduto che una utente, dopo aver cancellato il proprio account su Twitter e minacciato querele perché il suo nome era stato reso di pubblico dominio, è stata citata dal portale internet «watson.ch» con una notizia dal titolo: «Molestie a una utente: la Svizzera di Twitter conosce la peggiore smerdata (shitstorm) della sua storia».

L’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR) ha respinto due ricorsi popolari presentati contro la cronaca «Paire de baffles» e una canzone diffuse, la prima, dalla Radio RTS Couleur 3 nell’ambito della trasmissione «Plein le Poste», la seconda, dalla Radio RTS La Première nell’ambito della trasmissione «L’Agence».